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Gagliano del Capo

 

In epoca angioina appartenne ai Brunella; successivamente al re Ferrante, al re Ferdinando il cattolico, alla famiglia Castriota Scanderberg, al ramo cadetto dei duchi di Poggiardo che ne mantennero il possesso sino al 1806, data di soppressione della feudalità.

Gagliano nei secoli subì varie volte la aggressione di Saraceni e barbari, nonostante il suo sistema di difesa fosse consistente e ben disposto, con le torri costiere di Montilongo e Novaglie. Infatti nel corso del 1500 il pirata algerino Dragut sbarcò a Salvee invase Gagliano depredando e saccheggiando.

Il centro abitato sorge a 144 m s.l.m. e si adagia nell'avvallamento delimitato dalle sue alture denominate "Monte Tumasi" e "Monticelli". Il territorio comunale si estende fino alla costa e comprende le frazioni di Arigliano e San Dana e la località Ciolo caratterizzata da un'alta insenatura rocciosa e dall'amenità di alcune grotte marine di notevole interesse storico-artistico e paesaggistico.

Il canalone del Ciolo è una profonda gola prodotta dall'azione erosiva dell'acqua nel suo percorso verso il mare.